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La legge Cirinnà ha creato una contrapposizione di posizioni nella politica italiana, rappresentate da Alfano e Renzi. Ma per un avanzamento sui diritti civili non servono le opinioni estremizzate, bensì un’attenzione al caso per caso con un rimando alla responsabilità di ognuno sulle questioni educative.

di Laura Porta.

Lezione di Storia, la maestra parla del Medioevo. Pierino, come al solito, durante la lezione è sulle nuvole e dice ad alta voce: “Certo che sarebbe stato bello vivere nel Medioevo!” e la maestra allibita chiede: “Perchè?” e Pierino: “Caspita! Mille anni di storia in meno da studiare!”

Suonano un po’ così le dichiarazioni di Alfano sulle unioni civili:

“E’ stato un bel regalo all’Italia aver impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio. Abbiamo impedito una rivoluzione contro-natura e antropologica”. Si tratta forse di uno scherzo? Oppure non ha seguito molto bene il dibattito scientifico sul tema degli ultimi mesi? Un errore di distrazione? Pigrizia?

Impossibile non cogliere il lato di comicità insito in queste dichiarazioni. Alfano dichiara che è stato un bel regalo all’Italia impedire che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, vauro renzi-alfanoavessero la possibilità di avere un figlio, e la sua dichiarazione lascia allibiti, genera un sollevamento collettivo di critiche e di sconcerto. Meno male.

Peccato però, che un Ministro della Repubblica, e per di più un Ministro importante, riesca in poche parole ad affermare cose prive di ogni fondamento ritenendosi perfino fiero delle sue affermazioni.

Verrebbe voglia, come la maestra con Pierino, di cogliere al volo questo errore, che vogliamo fingere di credere di distrazione o di disinformazione, per fare un’interrogazione un po’ più mirata, per verificare se l’alunno si è perso proprio tutto o solo una parte della lezione, e su quale misteriosa logica si fondi il suo pensiero: “Cos’è naturale e cosa non lo è, caro Alfano? Che cosa si sarebbe impedito eliminando la norma sulla stepchild adoption? Lei pensa veramente che chi voglia un figlio a tutti i costi, anche quando la biologia non lo permette, non faccia di tutto per averlo solo perché lei ha preteso lo stralcio della stepchild adoption, negando diritti e protezione ai bambini che già esistono? Quale “rivoluzione contro-natura” avrebbe impedito? A cosa si riferisce quando parla di natura? Non faceva riferimento all’anormalità delle persone omosessuali, vero?”.

Se c’è qualcosa su cui ci potrebbe essere un confronto serio, su cui si potrebbero organizzare seminari di ricerca e di sensibilizzazione, è l’elaborazione della posizione di chi si trova a volere un figlio a tutti i costi, e questo vale sia per le coppie eterosessuali che gay. A tutti i costi, perché? E che effetti psicologici, esistenziali, educativi, potrebbero esserci sui figli che sono stati voluti a tutti i costi, presumibilmente per colmare un vuoto dei genitori?

Ma questo significa spostare significativamente il discorso su una questione più seria, articolata e sottile.

In Italia abbiamo un problema culturale profondo, e bisogna constatare che i primi a non sapere di che cosa stanno parlando sono coloro che guidano le nostre istituzioni. Il riferimento al Medioevo non è affatto casuale.

renzi-alfanoMa passiamo ora alla dichiarazione di Renzi: “Giornata storica, ha vinto l’amore!”, anche in questo uso del linguaggio la logica vacilla. La parola amore, fin troppo inflazionata, dovrebbe stare ad indicare il superamento della logica della contrapposizione e dello scontro. Assistiamo invece all’emergenza di due posizioni diverse e ben contraddistinte: quella di Alfano, che vedrebbe il pericolo scampato di un’orgia collettiva contro natura, che autorizzerebbe gli omosessuali, persone chiaramente malate, a procreare figli con i mezzi più disparati, e quella di Renzi che proclama la vittoria dell’amore, ovvero dell’autorizzazione alle unioni same sex in tutte le salse.

E allora, per tornare ad essere semiseri, uscire dai banchi di scuola e confrontarsi da adulti, converrebbe chiedersi che cosa sono i diritti, che cos’è la dignità di una persona. Diversamente, dove vogliono andare a parare queste leggi tagliate a metà, se non verso un ragionamento tattico e strategico sul consenso, molto borghese e convenzionale, per non esporsi troppo e dare il contentino a tutti? Le manovre politiche di Renzi hanno evidenziato un’incoerenza politica poco edificante per i suoi elettori. Se volessimo superare il piano della contrapposizione superficiale e manichea tra chi è a favore e chi è contro, potremmo interrogarci su chi siano le persone che stanno chiedendo di veder riconosciuti i loto diritti, che volti abbiano. Prendere atto della complessa realtà chiamata in causa sarebbe un vero passo avanti. Per il resto, si tratta di riconoscere diritti a ciò che già esiste, i figli delle coppie omosessuali, e rimandare alla coscienza personale dei singoli il buonsenso e l’etica delle proprie scelte educative. Non esiste legge universale che possa fare da garante sulla capacità dei singoli di distinguere il bene dal male, soprattutto nell’ambito degli interventi educativi.

Leggi l’articolo sul Blog della Casa dei Diritti

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